LETTERATURA ITALIANA DEL MEDIOEVO E DEL RINASCIMENTO

INDICE > IL MEDIOEVO > LA CHIESA

La Chiesa è l’unica istituzione che mantiene un’organizzazione stabile, centralizzata e con una gerarchia interna. Detiene, inoltre, il monopolio dell’istruzione e dell’interpretazione del mondo; possiede molte terre e ha un enorme potere politico. Controlla tutto e tutti, dai re (assistiti da consiglieri e funzionari ecclesiastici) fino al popolo.

È proprio il venir meno delle istituzioni imperiali, in occidente e in particolare a  Roma, che fa sì che la Chiesa acquisti gradualmente un vero e proprio ruolo politico-amministrativo, sostituendosi all’impero e ai suoi funzionari. Nasce così nell’Italia centrale lo Stato della Chiesa (che sopravviverà fino al 1870), che giustifica la sua esistenza giuridica sulla base della cosiddetta “donazione di Costantino”: un documento falso secondo cui l’imperatore romano Costantino avrebbe donato al papa il potere temporale (potere sull’esistenza terrena degli uomini).

La Chiesa organizza i  suoi territori tramite i  vescovi e gli arcivescovi, che sono al livello dei grandi signori feudali. Nelle città e in campagna la Chiesa è rappresentata dai parroci. Oltre a  questa struttura esistono diversi ordini monastici. Al primo ordine, fondato da San Benedetto (i  benedettini), ne seguono molti altri: cistercensi, camaldolesi, francescani, domenicani, clarisse, ecc. Gli ordini possiedono i  monasteri (o  conventi), in cui vivono i  monaci e le monache (o  frati e suore). I  monaci passano la vita in preghiera e in clausura (separazione) dal resto del mondo. I  frati e le suore dei conventi cittadini, in genere, partecipano alla vita sociale cittadina. Vivono di donazioni e lasciti testamentari; alcuni anche del proprio lavoro. Alcuni monasteri si distinguono come centri di studi teologici e per la produzione di libri (Montecassino, Bobbio). Ogni ordine ha la propria regola (l’insieme delle norme che disciplinano la vita quotidiana e il lavoro dei monaci) e la propria spiritualità (i  propri riti, la venerazione di particolari santi, la missione spirituale, ecc.). Non mancano rivalità, anche forti, tra i  diversi ordini. I  monasteri praticano anche opere di carità: prevalentemente istituiscono orfanotrofi (strutture che accolgono bambini senza genitori) e ospedali; inoltre assistono i  poveri.

Dopo l’illustre esempio di San Francesco e dei suoi seguaci (i  frati minori), si diffonde dal Duecento il fenomeno dei frati mendicanti, che predicano per le strade e per le piazze delle città e in campagna, vivendo delle elemosine della gente. A  queste attività sono legati i  testi in volgare che i  predicatori cantavano o  declamavano pubblicamente.

< La civiltà del Medioevo | Dopo l'anno Mille >

[Univerzita Palackého v Olomouci]

[visualizza la copertina]

[pdf]scarica il volume